ANGELO
  GIANNETTI

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Biografia


 

 

Dai primi mesi del 2009 ho cominciato ad "imbrattar tele como dipintore", cercando su piu' percorsi il miglior modo per esprimere passione, rabbia, critica, ma anche amore per un mondo che scompare, che viene violentato ogni giorno in nome del profitto e dell'apparire.

Non credo e non penso che questa sia una vera biografia, forse lo diverrà con il tempo. Queste note non sono scritte né da un critico, né da un amico, np da un estimatore, o meglio si da un estimatore cioè me stesso.

Sono nato a a Roma nel 53, trasferito a Milano e dintorni nell’83 e dal 2001 in Svizzera, la mia attività "artistica", come del resto molte altre, che ha origine da quei sogni o meglio pensieri che io, come ognuno di voi, ho nel cassetto, per me ormai un armadio, un magazzino.

Dopo aver scritto qualche poesia e osservando il perdurare di un'aridità espressiva mediata soltanto da alcuni scritti sulla politica e la società, vicino ai sessanta provo a colorare le tele.
Un'idea sempre frenata dalla mancanza di scuola, di tecnica e di abilità nel disegno, ma sorretta dalla profonda consapevolezza che questo mezzo ha una capacità espressiva che va oltre il reale.
Quello che era iniziato sotto l'egida di "questo lo faccio anch'io' è diventato nei mesi, sfogo, hobby, studio. Poi con il passare del tempo, l'osservazione, la sperimentazione anche di materiali e lo studio, la lettura e soprattutto il dipingere liberando la mente, il tutto è diventato e continua ad essere una passione un "fuoco sacro".
Tutto diventa piu' difficile, duro, impegnativo, ogni tela, ogni opera un percorso, uno scavarsi, una continua ricerca di sensazioni, linguaggi e comunicazione.

Dopo i primi tentativi, mi trovo a conoscere, per merito dell'amico scultore Arnoldo Arrigoni , alcuni pittori che sembrano ispirarmi, e che sono etichettati, nel bene e nel male, come espressionisti astratti, action painting, dripping , informali, ecc.
Insomma quella corrente che gli storici dell'arte fanno partire da Van Gogh (pittore che ho sempre amato anche in epoca non sospetta), Munch e Gauguin, definiti anche come pre-espressionisti, cioè coloro che per primi uscirono dagli schemi dell'impressionismo.
Semplificando direi che, comincia con una deformazione, sempre piu’ esasperata del reale, sulla tela, sul muro ecc. Non si rappresenta piu’ la realtà oggettiva, ma una realtà soggettiva, qualcosa che forse solo l’artista riesce a vedere o cogliere.
Senza fare trattati e rimanendo terra terra, questa scuola si evolve in Germania tra il 1905 e il 1925 dando la stura ad una ricerca sempre meno figurativa, esaltandone "l’astrazione" dalle forme conosciute ed "esprimendo" sempre piu’ le sensazioni dell’autore, attraverso colori, forme e materiali diversi. I nomi di riferimento, o meglio alcuni dei nomi, dell’evoluzione a cui sto mirando, imitando e copiando sono M. Rothko , J. Pollock e W. de Kooning, de Stael, Vedova, Carmassi, Scanavino, Burri e mille altri che nel gesto, nel colore e nella materia hanno realizzato opere che mi danno emozione.

Ritengo che il XXI secolo abbia avuto cosi' tante trasformazioni, avanguardie e sperimentazioni da aver riempito ogni ambito artistico, ma ha anche bruciato consumisticamente tante "azioni" che invece meritavano un decorso e una decantazione piu' lenta. Qui si innesta il mio "fare", ribadire e sperimentare ambiti, stili e materiali che sono o secondo me dovrebbero essere i valori dell'arte contemporanea. Sarebbe troppo lungo addentrarmi in considerazioni critico-storiche sull'arte, contemporanea, sulla transavanguardia e il neomanierismo, quello che mi sento di affermare che mentre molte cose del nostro mondo hanno proseguito verso una crescita, una evoluzione quasi darwiniana, la società, i rapporti umani e di forzata globalizzazione non hanno modificato le situazioni negative.
Guerre, sopraffazione, distacco dal prossimo in nome dell'apparire e del personale non politico, tende oggi come ieri a dimostrare gli aspetti negativi dell'uomo.

Conseguentemente credo che l'artista oggi debba, senza idealizzazioni precostituite, riportare il valore uomo, pensiero, spirito e passione individuale al servizio di una critica al sistema mondo, facendo nascere o rinascere in molti la voglia di essere migliori, in un connubio sociale che sia interculturale e frutto di diversità da onorare e unire.

Oggi sono convinto che le spinte rivoluzionarie e contradditorie del gruppo Gutai, siano ancora attuali. Quello che il Giappone subi' nel dopoguerra é globalizzato, un superamento dei valori del passato che non é frutto di evoluzione, ma di involuzione. Ancora oggi siamo di fronte ad un "mostro imperialista" trasversale che mette il denaro, l'apparire al primo posto ribaltando ideali senza averli superati, ruoli come quello della politica e della finanza, capaci con la loro estrema assenza, la prima, e con la sua invasività, la seconda, di incidere negativamente sulla realtà di tutti.

 

 

Mostre :

  • 2010 Avere o Essere presso Galleria Spaziottagoni Roma e Ca' Zanardi Venezia
  • 2011 Biennale di Firenze

NEW LAB - working in progress

 

 

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Laboratorio di Porza

LACS1 (179K) LACS2 (197K) LACS3 (190K)
 

 

 

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